Milano: storia dei Navigli

Navigli Milano

Dici Navigli e pensi a Milano. Le due realtà sono imprescindibili anche perché i Navigli sono stati per moltissimo tempo il motore della vita economica e sociale di Milano.

La loro è però una storia travagliata, di amore e odio, di progetti per chiuderli, poi riaprirli e di nuovo chiuderli per dare spazio alla modernità del traffico cittadino.

I primi lavori di copertura dei Navigli risalgono infatti all’epoca del Barbarossa, il quale, una volta presa Milano, fece distruggere gran parte del Naviglio in corrispondenza del Tombone di San Marco e chiese esplicitamente nei patti di resa l’interramento dei restanti canali.

Navigli Milano

Ma i milanesi non potevano stare senza il loro Naviglio, e così, passato il Barbarossa, si dedicarono alla riapertura dei canali. Fu Ludovico il Moro, nel 1496, ad ampliarli e a renderli navigabili.

La rete dei fossi fu modificata e divisa in tre bracci dei quali la Fossa interna aveva funzione militare e corrisponde all’attuale cerchia interna dei Navigli: Via Carducci, De Amicis, Mulino delle Armi, S. Sofia, Francesco Sforza, Visconti di Modrone, San Damiano, Senato, Fatebenefratelli, Pontaccio.

navigli milano

I porti principali erano il laghetto di Sant’Eustorgio e il laghetto di San Marco. Navigli da navigare dunque, utilizzati per il trasporto di merci e per i milanesi che si spostavano in città.

Ma i Navigli sono stati anche ispiratori di arte e poesia: non era difficile incontrare vicino alle rive del Tombone di San Marco pittori ambulanti che ammaliati dalla bellezza della città e delle sue acque, dipingevano case e canali.

Le acque che circondavano la città avevano aspetti molto differenti fra loro.

Dal ponte della Tosa fino a San Marco la cerchia diventava una corona d’acqua e grazie alle splendide ville che vi si affacciavano, il Naviglio prese il nome di aristocratico.

Magnifici palazzi settecento e ottocenteschi, si affacciavano sulle sue acque e facevano a gara ad avere i giardini più curati, abbelliti da alberi secolari, fiori e statue.

Un esempio su tutti lo splendido giardino Visconti di Modrone.

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Da dove dunque l’esigenza di chiuderli? Ragioni igieniche da un lato – già dal 1400 molte lettere ducali si occupavano della questione della pulizia e spurgo dei canali- e in seguito problemi di viabilità causati dall’aumento del traffico.

E fu così che a cavallo tra gli anni ’20 e ’30 del secolo scorso, fu coperta la cerchia interna dei Navigli dopo una vita lunga ottocento anni. (Tratto da: Milano. C’era una volta il Naviglio).

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