L’Abbazia di Chiaravalle a pochi minuti da Milano

Milano,_Abbazia_di_Chiaravalle_01

A pochi minuti dal centro di Milano si trova l’Abbazia di Chiaravalle.

Si raggiunge facilmente sia coi mezzi pubblici, in auto, ma anche in treno.

Chiaravalle, realizzata a croce latina, a tre navate, in mattoni a vista di un bel rosso lombardo. Rosso che contrasta con il verde dei prati che la circondano, intervallati dalle “marcite”, i piccoli canali di bonifica della zona, originariamente paludosa, opera dei monaci benedettini cistercensi.

ID9_Abbazia-di-Chiaravalle_Milano_01_(Fotolia)

Alla costruzione dell’Abbazia, voluta da san Bernardo e supportata dai milanesi, contribuirono diversi benefattori e autorità. La costruzione, iniziata tra il 1150 e il 1160, è stata ultimata nel 1221, anno in cui la Chiesa è stata consacrata.

Negli anni successivi, i lavori proseguirono e ci fu la costruzione del chiostro, della torre campanaria, detta comunemente “Ciribiciaccola” e della sala capitolare.

Tra il 1439 e il 1497 venne realizzato il chiostro grande, attribuito a progetto del Bramante, in seguito demolito. Il campanile della facciata risale invece al 1568.

Furono molti gli artisti dell’area milanese che contribuirono alle decorazioni interne dell’Abbazia di Chiaravalle tra il ‘500 e il ‘700. Tra i principali Bernardino Luini e i fratelli Fiammenghini.

A questi ultimi, Giovanni Battista e Giovanni Mauro Della Rovere, detti i Fiammenghini, appunto, si devono molti degli affreschi che decorano l’Abbazia. Bellissima la Resurrezione, opera di Giacomo Manzù.

La Ciribiciaccola è il nome che i milanesi doc danno alla trecentesca torre dell’Abbazia di Chiaravalle, realizzata in mattoni rossi e marmo bianco di Candoglia, lo stesso del Duomo, che durante il giorno creano spettacolari giochi di luce.

ciribiciaccola

Il nome sembra avere origini varie, c’è chi dice che i ciribiciaccolini fossero i frati che abitavano l’Abbazia; c’è dice invece che le ciribiciaccole erano le 80 colonnine in marmo di Candoglia che infiorettano monofore, bifore e quadrifore della torre.

Ma la versione più diffusa è quella che i “ciribiciaccolini” fossero i piccoli di una cicogna che decise di costruire il nido proprio in cima alla torre; i frati allora, udito il verso dei suoi piccoli cicognini (ciri), idearono la famosa filastrocca scioglilingua che più o meno faceva così:

« Sora del campanin de Ciaravall gh’è una ciribiciaccola

Con cinqcentcinquantacinq ciribiciaccolitt

var pusse’e la ciribiciaccola che i soo cinqcentcinquantacinq ciribiciaccolitt?

quant i cinqcentcinquantacinq ciribiciaccolitt voeren ciciarà con la ciribiciaccola

la ciribiciaccola l’è pronta a ciciarà con i cinqcentcinquantacinq ciribiciaccolitt

la ciribiciaccola la ciciara i ciribiciaccolitt ciciaren ma la ciciarada de la ciribiciaccola l’è pusse’e lunga de quela de i cinqcentcinquantacinq ciribiciaccolitt »

Un piccolo aiuto per i non milanesi!

« Sul campanile di Chiaravalle c’è una ciribiciaccola

con cinquecentocinquantacinque ciribiciaccolini.

Vale di più la ciribiciaccola dei cinquecentocinquantacinque ciribiciaccolini?

Quando i cinquecentocinquantacinque ciribiciaccolini vogliono chiacchierare con la ciribiciaccola

la ciribiciaccola è pronta a chiacchierare con cinquecentocinquantacinque ciribiciaccolini

la ciribicciaccola chiacchiera, i ciribiciaccolini chiacchierano ma la chiacchierata della ciribiciaccola è più lunga di quella dei cinquecentocinquantacinque ciribiciaccolini. »

E visto che da sempre la cicogna è associata alla fecondità e alla maternità, il messaggio è di buon auspicio.

La comunità monastica fu soppressa nel 1798 dalla Repubblica Cisalpina e il complesso andò incontro a demolizioni e rovina. La chiesa fu adibita a parrocchia ma le attività di recupero del monastero cominciarono solo a fine 1800.

Nel marzo 1952, per iniziativa del cardinale Idelfonso Schuster, una comunità di monaci venne riammessa nell’abbazia con l’uso della chiesa e di territori vicini e questo ha portato alla rinascita del complesso.

L’Abbazia si può visitare dal martedì al sabato dalle 9.00 alle 12.00 e (anche la domenica) dalle 15.00 alle 17.00, accompagnati dalle guide dell’Abbazia condurranno i visitatori alla scoperta dei luoghi dell’”ora et labora”.

I luoghi di importanza storica, culturale e artistica, ove si svolge la vita spirituale e luoghi in cui si svolgeva la vita lavorativa. Sono previste visite in italiano e lingua straniera.

Dillo ad un amico

Selezionati per Te

Bar Trattoria Al 395: la tradizione italiana a tavola

Tradizione e gusto. Sono questi gli ingredienti che rendono unico il Bar Trattoria Al 395 a Milano.

Soggiorno a Minori in Costiera Amalfitana? Si! Con le ...

Minori è una delle più antiche località della Costiera Amalfitana. Questa piccola città nel I

Ristorante al Cellini: Ogni Giovedì, menu degustazione dai ...

A due passi da Cinque Giornate, vicino alle famose casette di via Lincoln e in un angolo ancora