Alda Merini. La poetessa dei Navigli

Alda Merini. La poetessa dei Navigli

Quando si parla di Navigli vien da sé parlare di Alda Merini. La poetessa dei Navigli, è nata a Milano e qui si è formata nella vita come nell’arte, diventando una delle scrittrici più amate. Ma il successo non è arrivato subito. Dalle abitudini particolari e del carattere forte, Alda Merini ha saputo farsi conoscere per ciò che era, senza indossare maschere.

La sua vita è strettamente legata ai Navigli, precisamente a Ripa di Porta Ticinese 47, nel cuore della Milano dei canali, dove abitava in un appartamento al secondo piano, il suo rifugio. La sua casa era curiosa, con quegli appunti scritti con il rossetto rosso sui muri, le molte fotografie, i quadri e tutti i suoi ricordi. Una casa che era frequentata da poeti, scrittori, artisti di ogni genere che apprezzavano la poetessa per il suo essere sempre se stessa nonostante tutto. Non si vergognava, amava profondamente la sua città.

Un altro punto di riferimento sui Navigli di Alda Merini era il Bar Chimera, locale frequentato da molti scrittori dove lei per la prima volta fece girare in fotocopia alcuni suoi lavori superando la timidezza dell’esordio.

Un legame indissolubile quello tra la poetessa e Milano, fatto di amore e odio e inserito in molte sue poesie, dalle più famose a quelle meno. Leggendo i suoi scritti si possono scorgere il vicolo dei Lavandai, Porta Ticinese, la Darsena in uno scenario che, chi conosce la città ama da subito e, chi non ha legami con Milano, apprezza come se fosse lì a pochi passi dai Navigli.

L’odio verso la città lombarda è legato al manicomio Paolo Pini in cui fu ricoverata per alcuni anni e del quale, nei suoi lavori, lascia qualche ricordo, forte e triste. Ma nemmeno l’esperienza alienante del ricovero ha fermato Alda Merini che scrive, scrive perché è la sua natura, senza la quale non sarebbe se stessa e grazie alla quale, attraverso Milano, ha descritto se stessa come bambina, ragazza, donna, madre.

Un legame forte che non si è ancora spezzato, proprio perché oggi i ricordi, gli scritti e pezzi importanti della personalità della poetessa dei Navigli si possono scoprire nel Museo a lei dedicato in via Magolfa 42 a Milano.

“Non è che dalle cuspidi amorose
crescano i mutamenti della carne,
Milano benedetta
Donna altera e sanguigna
con due mammelle amorose
pronte a sfamare i popoli del mondo,
Milano dagli irti colli
che ha veduto qui
crescere il mio amore
che ora è defunto.
Milano dai vorticosi pensieri
dove le mille allegrie
muoiono piangenti sul Naviglio.”

A. Merini, Tu sei Pietro, 1961

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