Abbazia di SS Pietro e Paolo a Viboldone, Milano

viboldone affresco

L’Abbazia di SS Pietro e Paolo si trova a Viboldone, nel piccolo borgo agricolo, e rappresenta la punta orientale del triangolo ChiaravalleMirasole.

A poche centinaia di metri da -San Giuliano Milanese, raggiungibile facilmente sia in auto che coi mezzi pubblici, è uno dei più importanti complessi medievali della Lombardia.

Milano_Abbazia_di_Viboldone

L’Abbazia fondata nel 1176 fu completata nel 1348 dagli Umiliati, un ordine formato da monaci, monache e laici che, attorno all’attuale Chiesa, conducevano vita di preghiera e di lavoro, in particolare fabbricando panni di lana e coltivando i campi con sistemi di lavorazione assolutamente innovativi. È la seconda chiesa degli Umiliati milanesi dopo Santa Maria di Brera.

Nel 1571 Pio V soppresse la congregazione e dagli Umiliati, l’Abbazia passò agli Olivetani, famiglia del ceppo benedettino, che vi rimasero fino a 1777.

Con il passaggio del patrimonio agricolo ai privati, cadde in un grande abbandono. Solo nel 1941 con l’arrivo di una quarantina di monache Benedettine, l’Abbazia venne riaperta grazie all’opera delle religiose, dedicate al restauro dei libri antichi.

La costruzione presenta un portale di marmo bianco, che racchiude l’architrave su cui si affacciano due teste leonine. Sopra, sculture marmoree della Madonna con bambino fra i santi Ambrogio e Giovanni da Meda e due nicchie gotiche racchiudono le statue, di fattura popolare, dei santi Pietro e Paolo, cui l’Abbazia è dedicata.

Il portone della chiesa, di legno nero, è dell’epoca della costruzione della facciata. Un portoncino, ritagliato a destra del portone, permette l’ingresso in Abbazia.

Il campanile, a cono cestile, richiama l’impianto cromatico e decorativo della facciata, con cornici in cotto e archetti alla base delle bifore e delle trifore sormontate da oculi.

L’impianto della chiesa è a tre navate di cinque campate ciascuna, inquadrate in archi trasversali a sesto acuto, mentre la chiave di volta, al centro delle crociere, è circondata da spicchi racchiusi in un cerchio, caratterizzato dai colori dell’arcobaleno, segno dell’amicizia di Dio con gli uomini.

All’interno, l’Abbazia per la sobrietà architettonica, si potrebbe dire quasi spoglia, se non fosse per le decorazioni pittoriche.

Già dal fondo della chiesa si possono ammirare, le volte affrescate: la luminosità della Maestà, , la scena della Crocifissione e il ciclo delle Storie della vita di Cristo.

Nella parete frontale, la Madonna in Maestà e Santi: da destra San Bernardo, Sant’Ambrogio, San Giovanni Battista e l’Arcangelo Michele

Sulla parete di fronte alla Madonna in Maestà, è campito il Giudizio Universale. Al centro, nella mandorla iridescente, la figura dolcissima del Cristo.

Alla destra del Cristo stanno i “benedetti” e alla alla sinistra, in basso, i “dannati”.

Attorno al Cristo, 8 angeli che portano nelle mani gli strumenti della passione, gli altri con le trombe dell’apocalisse, chiamano a raccolta l’umanità davanti al Giudice.

Sulla metà superiore della parete, due angeli sono intenti ad arrotolare il tempo della storia, facendo intravedere alle spalle la Gerusalemme celeste.

L’Abbazia è aperta tutti i giorni dalle 5,25 alle 12,30 e dalle 14,30 alle 18,30.

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